Tombini in arabo a Torino

Avevamo notato i tombini in arabo già nel 2008 ed in seguito alla nostra segnalazione è stato fatto un servizio da #tgrpiemonte. 
Tutto parte da Corso Belgio, dove abbiamo fotografato il primo tombino.
Arabian manhole in Turin
Infrastrutture municipali di Tripoli...a Torino

Il mistero è presto svelato: i tombini risalgono all'inizio del 1900, sono circa 30, sparsi per la città di Torino.
I tombini in arabo sono stati fusi a Torino ed erano destinati alla Libia. Restando in magazzino, negli anni Trenta, un lotto venne installato in vari quartieri della città di Torino, probabilmente da aziende private. 

La Dentera

Immagine posto di guida tranvia storica, Torino
Interno Dentera, tranvia a cremagliera, Torino

La "Dentera", come la chiamano i torinesi, è la storica tranvia a cremagliera con trazione nella rotaia centrale, inaugurata il 16 aprile del 1935 5per sostituire la precedente funicolare del 1884.
La cremagliera parte dalla Stazione del sobborgo di Sassi (225 metri s.l.m.) e,  pecorrendo 3.100 metri, porta alla Stazione della Basilica di Superga ( 650 metri s.l.m.). Il dislivello totale della salita è di 425 metri, con una pendenza che raggiunge punte massime del 21% nel tratto finale.

Funicolare Sassi Superga, Torino
La Dentera  Sassi - Superga, Torino

La tranvia a dentiera Sassi - Superga é un'esperienza unica nel suo genere perchè:
- la cremagliera, di tradizione ultracentenaria, è l'unica in Italia con la quale si viaggia su affascinanti carrozze originali  del 1884, con motrici del 1934
- si sale di 425 metri s.l.m.
- il panorama e la vista sulla città sono fantastici
- la Stazione d'arrivo è un piccolo museo con panorami mozzafiato
- con un breve percorso a piedi si raggiunge la Basilica di Superga
- é presente un breve percorso che gira intorno alla Basilica che offre una piacevole passeggiata tra natura e scorci sulle colline torinesi.

Percorso di salita verso Superga, Cramagliera
Cremagliera di Torino,
carrozze e motrice originali 1934

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I siti UNESCO a Torino

Palazzo Reale, Torino
Palazzo Reale, soffitti affrescati, particolare.

L'Unesco è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, fondata nel 1945, dalla Conferenza dei Ministri Alleati dell'Educazione. L'Italia è il paese con il maggior numero di siti nominati Patrimonio Unesco.
Torino, dal 1997, entra a far parte dei luoghi Unesco con le Residenze Sabaude, della città e dei dintorni:


Villa della Regina e vista su Torino
Villa della Regina, Residenze Sabaude, Torino
Palazzo Chiablese
Armeria Reale
Biblioteca Reale
Segreterie di Stato
Archivio di Stato
Teatro Regio
Cavallerizza Reale
Regia Zecca
Palazzo Madama

Castello del Valentino

Residenzer Sabaude, Patrimonio Unesco Torio
Castello Ducale, Agliè


Palazzina di caccia a Stupinigi
Castello ducale di Agliè
Castello di Moncalieri
Castello di Rivoli
Reggia e Borgo castello nel Parco della Mandria di Venaria Reale







Torino , inoltre, con il territorio Collina Po è il primo Urban MAB Unesco in Italia. 
Il Programma "L'uomo e la biosfera", Man and the Biosphere – MAB, è un programma scientifico intergovernativo dell’UNESCO per promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile, attivo dal 1971.
Il Parco Collina Po, è un quindi un parco urbano e anche un parco naturale: in un'area fortemente antropizzata quale è la città di Torino (oltre un milione e mezzo di abitanti), si estende un'area naturalistica  con interessante biodiversità, ricca di acque, colline boschive con crescente presenza di flora e fauna, con 900 km di sentieri ed oltre centomila alberi. 

Signorina Effe, un film girato a Torino



Signorina Effe è un film del 2007, regia di Wilma Labate.

Location in Torino: Circolo Canottieri Armida, Parco di San Vito, strada della Manta, industria Turin Auto, quartieri Mrafiori e Falchera.

Il titolo del film allude a un documentario di Giovanna Boursier, La signorina Fiat, che ricostruisce l'esperienza di un'impiegata dell'azienda torinese dal 1961 al 1994, anno in cui viene licenziata.
La rivisitazione di Wilma Labate fa rivivere i 35 giorni di sciopero e la famosa "Marcia dei Qarantamila". Con interessanti immagini storiche, Signorina Effe racconta «la storia di uno sciopero operaio da un punto di vista complesso, attraverso gli occhi di una donna non operaia, proveniente da una famiglia operaia ostile alle lotte operaie. La Storia è protagonista e allo stesso tempo contesto di una storia d'amore, delle vicende personali di due giovani, Sergio ed Emma, di simili origini ma di opposta mentalità. In questo intreccio tra pubblico e privato si inseriscono filmati documentari che riportano costantemente in primo piano il tema storico ricordandone il livello superiore di realtà.
[…] Oltre ad essere la storia di uno sciopero, Signorinaeffe è una storia al femminile, incentrata sul personaggio di Emma, donna in fuga da un futuro per bene che non è  in grado di accantonare del tutto, per opportunismo o per buon senso. […]
Se il film sa osare sulla scelta del contesto e sulle spigolature sgradevoli di alcuni personaggi, non è altrettanto coraggioso nell'indagine del contesto stesso, dello sciopero, che appare nella sua forma più festosa con giovani che suonano la chitarra riuniti intorno ai falò. Sembra, insomma, più un'occupazione studentesca che una rivolta operaia di padri di famiglia terrorizzati dalla possibilità di perdere il lavoro.
Secondo lo stesso processo non si fa cenno nel film al terrorismo, se non per dare modo a Sergio di prenderne le distanze in modo radicale. Così quelle che sono le forme della paura, subìta o imposta, rimangono al di fuori della Storia in Signorinaeffe, sebbene ne siano in parte il motore. È dunque questa pacificazione dei contenuti, questo sacrificare l'angoscia della Storia ai turbamenti della storia d'amore, il punto debole del film […]. Questa soluzione, piuttosto semplicistica, non intacca però quelli che sono i personaggi principali del film - Emma, Sergio, lo sciopero - la cui natura di sconfitti non viene smentita. Da quei trentacinque giorni sia gli operai del Lingotto sia Emma escono sconfitti, i primi piegati da una trattativa che non condividono e che li sacrifica, la seconda ricondotta dalle convenzioni e dall'opportunismo sulla via dell'ordine".
C. Gustaldi, “Cineforum” n. 2/472, marzo 2008.

Le Torri Rivella


Pinnacolo torre 1929 Ballatore di Rosana
Una delle Torri Rivella.
Pinnacolo.

Le Torri Rivella sono due edifici, costruiti nel 1929 a Torino; progettati dall'architetto Vittorio Eugenio Ballatore di Rosana, furono commissionati dal pellicciaio Francesco Rivella, per trasferirvi il suo atelier.

Le Torri Rivella sorgono davanti ai Giardini Reali e segnano l'imbocco di corso Regio Parco; i  due edifici di sei piani fuori terra ciascuno, sono simili, ma in realtà molto diversi. Presentano un comune rivestimento in laterizio intervallato da fasce grigie, ma  differiscono nell’uso degli elementi decorativi dal gusto ottocentesco, nelle planimetrie interne e negli elementi geometrici che compongono i pinnacoli.

Luci d'artista

Galleria Subalpina
Luci d'artista in Galleria Subalpina 
Ogni anno Torino si prepara al Natale allestendo un percorso artistico a cielo aperto con installazioni luminose di arte contemporanea.

"Luci d'Artista" coinvolge il centro cittadino da vent'anni, e dal 2017 alcuni allestimenti illuminano anche le periferie. 
Le foto raccontano la diversa ubicazione delle opere negli anni.

    Luci d’Artista a Torino:  
    1. Palle di neve di Enrica Borghi
    2. Tappeto volante di Daniel Buren
    3. Volo su… di Francesco Casorati4. 
    4.Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria
    5. Il Giardino Barocco Verticale di Richi Ferrero
    6. L’energia che unisce si espande nel blu di Marco Gastini
    7. Migrazione (Climate change) di Piero Gilardi
    8. Illuminated Benches di Jeppe Hein 
    9. Piccoli Spiriti Blu di Rebecca Horn
    10. Cultura = Capitale di Alfredo Jaarto 3
    11. Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi 
    12. Il volo dei numeri di Mario Merz 
    13. L’amore non fa rumore Domenico Luca Pannoli
    14. Palomar di Giulio Paolini 
    15. Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto 
    16. My noon di Tobias Rehrberger 
    17. Ice Cream Light di Vanessa Safavi
    18. Noi di Lugi Stoisa
    19. Luce fontana ruota di Gilberto Zorio

luci

Monte dei Cappuccini  e Chiesa della Gran Madre di Dio
Luci d'Artista
Luci d'Artista

Luci d'Artista
Luci d'Artista
Luci d'Artista
Luci d'artista

Gate Keepaz: Dietro il cancello live + guests




Tornano sul palco tutti insieme dopo vent'anni i Gate Keepaz, i Custodi del cancello, gruppo di avanguardia della musica hip hop torinese ed italiana.



Sabato 25 novembre 2017, lo #Spazio211 a Torino ha ospitato il concerto Gate Keepaz Live 1997-2017 con numerosi ospiti!


Deal in primo piano, Psyco Vibe slla destra


La crew: Ango Sprite, Hopus D, Deal, Johnny Masta5, Psyco Vibe, Contempla aka Psyco Killa, PeeMC,



Gli ospiti:
Roul Mc, Antani Savage, Blade, WalterX, DragWan, Zuli, Rata, Sabsista, Kiffa, Roy Zen, Thai Smoke...





Ospiti virtuali: Ombra, Maury B.

Presentati i progetti HardWorkers e PigiamiCrema.



Vedi altri video della serata:

GateKeepaz Crew



Cinquant'anni fa moriva la "farfalla granata"




Luigi Meroni, detto Gigi, muore a 24 anni, investito in corso Re Umberto, il 15 Ottobre del 1967.


Sono passati cinquant'anni ma la città di Torino ricorda ancora quel ragazzo che giocava nel Toro, con la maglia numero 7 rigorosamente fuori dai pantaloncini, i calzettoni abbassati, i capelli e la barba lunghi. Dipingeva, disegnava vestiti e girava con una gallina al guinzaglio; Meroni era un personaggio che destava scalpore per le sue scelte di vita e per il suo talento calcistico.


Per Meroni protestarono addirittura le catene di montaggio: nell'estate del 1967 Meroni stava per passare alla Juventus e i tifosi del Torino scesero in piazza a protestare. Gli operai Fiat granata invece, cominciarono a boicottare la catena di montaggio e il lancio della 128 che usciva in qurei giorni: le 128 uscivano dalla fabbrica senza dei pezzi, oppure rigate, e con un biglietto sul cruscotto: "Agnelli, giù le mani dal Torino". Meroni restò al Torino


La sua storia però, a distanza di anni, lascia perplessi ed inquieta come tante altre strane storie torinesi.


Luigi Meroni, conosciuto con molti soprannomi tra cui "farfalla granata", muore una domemica sera, dopo una partita vincente, travolto da un'auto mentre attraversa la strada davanti casa. La morte del giovane Meroni è uno degli anelli della catena di strane e dolorose sventure per il Torino calcio.


La catena di sfortunati eventi del Toro comincia nel 1949, con lo schianto dell'aereo che trasportava l'intera squadra sulla collina di Superga; in questa occasione era il pilota del volo a chiamarsi Pierluigi Meroni.


Gigi Meroni  quella sera di ottobre, avrebbe dovuto essere con la squadra a festeggiare ma, insieme al compagno di squadra Fabrizio Poletti, decise di andare a prendere un gelato sotto casa. Attraversando la strada, Meroni e Poletti vengono travolti da una Fiat 124 Coupé. Poletti viene preso ad un polpaccio, Meroni muore poche ore dopo, alle 22.40, in ospedale per un trauma cranico, la rottura del bacino e delle gambe.

L'investitore di Meroni è anche un suo grandissimo fan, Attilio Romero, giovane di una famiglia bene di Torino.

La sorte beffarda vuole che Romero diventi presidente della società Torino calcio trenta anni dopo portandola al fallimento nel 2006.


Storia dei grissini

Grissini a tipical kind of bread from Turin italy
Grissini stirati torinesi
I grissini sono un prodotto tipico della panificazione piemontese. 
Gli ingredienti di base dei grissini sono: farina di grano tenero, acqua, lievito e sale. In alcune varianti viene usato anche lo strutto o il latte.

Le storie sulla nascita dei grissini, ghersin in piemontese, sono molte e qui vi raccontiamo le più diffuse.

La storia più conosciuta è quella che racconta dei grissini inventati nel 1675 dal fornaio Antonio Brunero di Lanzo e dal medico di Corte Teobaldo Pecchio, per creare un pane privo di mollica; tale alimento innfatti, secondo il medico di Corte, era la causa dei problemi digestivi e di salute del piccolo erede al trono Vittorio Amedeo II di Savoia.

Un'altra storia che attribuisce l'invenzione dei grissini al fornaio di Lanzo Antonio Brunero, racconta che Carlo Emanuele II convocò a corte un gruppo di esperti per arginare le pestilenze che affliggevano il Regno di Savoia. Il gruppo di esperti era formato anche da alcuni fornai perché i medici ritenevano che le malattie ed i gravi problemi digestivi diffusi nel Regno fossero causati dalle muffe che si sviluppavano nel pane cotto male. Il fornaio Antoni Brunero creò il ghersin, un bastoncino di pane molto sottile e quasi privo di mollica che si cuoceva bene e risultava più leggero e digeribile. 

Un'altra versione ancora narra che, nel 1683, agli ambasciatori del Granduca di Toscana diretti a Parigi, durante una tappa a Chivasso, servirono le Ossa dei morti, un curioso pane sottilissimo e lungo più di un braccio.

Ufficio di Frutteria Reale: dove bere un caffè tra le porcellane del Re


Palazzo Reale, Torino, Italy
Ufficio di Frutteria Reale ora Caffè Reale


Negli antichi locali del Palazzo Reale di Torino, un tempo adibiti a Regia Frutteria, si trova il Caffè Reale, elegante e raffinato punto di ristoro per chi visita i Giardini Reali e Palazzo Reale.

La Regia Frutteria era il luogo ove venivano conservate le porcellane e l'argenteria del Palazzo. Già nel 1741 i locali della Frutteria Reale ospitavano i "guardaroba per ospitare le porcellane".


Palazzo Reale Torino, Italy
Argenti, Ufficio di Frutteria di Palazzo Reale Torino


In questi locali, assolutamente straordinari, è possibile gustare un caffè seduti accanto alle vetrine nelle quali sono esposti argenti e porcellane della ricchissima dotazione del Palazzo.


Porcellane Savoia, Turin, Italy
Porcellane reali, Frutteria di Palazzo Reale, Torino


Per raggiungere il Caffè Reale è necessario attraversare il cortile interno, l'ingresso è sotto i portici sulla sinistra, prima dei Giardini, e l'accesso è gratuito.


Palazzo Reale, Turin, Italy
Cortile interno e porticato, Palazzo Reale, Torino